![]() |
ORGANIGRAMMA ASSOCIAZIONE
Consiglio Direttivo
Vicepresidenti Francesco Montuolo
Consiglieri Giuseppe Scognamiglio
Segreteria Segretario Generale Luigi Augusto Malcangi l.malcangi@altranapoli.it Addetto Stampa Rosa De Simone ufficiostampa@altranapoli.it
Progetto "Rione Sanità: ieri, oggi e domani" Project Manager Eusebio Brancatisano
------- Sono nato a Napoli, ho 45 anni. Sono coniugato (con una napoletana) ed ho 2 figlie. Fino all’età di 10 anni ho abitato a Torino, poi mi sono trasferito con la famiglia a Napoli, città che ha dato l’impronta alla mia crescita umana e professionale. Dal 1987 vivo e lavoro tra Milano e Roma ed attualmente sono un dirigente del Gruppo Fondiaria-Sai e mi occupo del settore alberghiero. Fino a qualche anno fa frequentavo poco Napoli, dove ancora vive la mia famiglia. Poi, nel maggio 2005, la tragica scomparsa di mio padre, ucciso in una rapina nel cortile di casa, mi ha fatto riflettere sul drammatico degrado della città, soffocata da mille problemi economici e sociali, da una illegalità senza pari, e soprattutto priva di una classe dirigente adeguata e quindi di concrete prospettive di rilancio. Dopo il dramma che ha colpito la mia famiglia, avrei potuto fregarmene ed abbandonare la città al suo destino. Ma ho deciso di provare a fare qualcosa, chiamando a raccolta altri napoletani che, come me, vivono altrove e che ogni giorno si fanno apprezzare per le proprie qualità e l’impegno. Proprio come mio padre aveva fatto per una vita. Con un gruppo di amici ho quindi costituito nel Dicembre 2005 l’Associazione L’Altra Napoli Onlus, che ha oggi circa 500 soci, e da allora ne sono il presidente. A distanza di quasi 4 anni sono molti i progetti che l’Associazione ha realizzato grazie al generoso contributo di sponsor privati. E con questi progetti abbiamo contribuito a migliorare la qualità della vita degli abitanti del Rione Sanità ed a dare ad alcuni giovani del quartiere concrete prospettive di un futuro migliore. Spero che anche da altri “Napoletani Dentro” possano arrivare idee e contributi per ridare fiducia a chi a Napoli ancora vive e per Napoli sogna un futuro migliore.
Ho 46 anni, sono nato, cresciuto e diventato grande a Napoli. Poi...da grande, ho inseguito il lavoro: prima a Bari poi a Roma poi a Milano. Oggi sono un dirigente del Gruppo Poste Italiane, lavoro a Roma ma vivo a Milano da oramai 16 anni. Ho moglie e tre figli, milanesi fuori, ma anche loro “napoletani dentro”. Da sempre ostento, con orgoglio, in tutti gli aspetti della mia vita personale e professionale, la mia profonda appartenenza a Napoli. Torno a Napoli abbastanza spesso e riesco a stupirmi e a indignarmi per cose che prima non notavo ma di cui, mi pare, che i miei amici e la mia famiglia che vivono la realtà di Napoli tutti i giorni non si stupiscono. E allora mi chiedo: ma non si stupiscono “ancora” o non si stupiscono “più”?
Ho 44 anni e sono nato a Napoli, dove ho vissuto e studiato.
Sono nato a Napoli il 16 luglio del 1963 e quindi, secondo la piu’ classica delle tradizioni, mi chiamo anche Carmelo, in onore della Madonna del Carmine, adorata icona di uno dei quartieri piu’ belli della nostra martoriata citta’. Dopo essermi laureato in Giurisprudenza a via Mezzocannone, mi sono trasferito a Roma, per iniziare la carriera diplomatica, portando con me la responsabilità di rappresentare in giro per il mondo non solo l’Italia, ma anche (o forse soprattutto) Napoli. E’ per questo infatti che, appena giunto in Turchia, nella mia qualita’ di Console a Smirne, ho promosso un gemellaggio con Napoli, che ha contribuito ad alcuni importanti investimenti di aziende napoletane nell’area egea. Ed è ancora in omaggio alle mie origini che, quando ho inaugurato il nuovo Centro Culturale Italiano (1995) dove ancora oggi 2500 turchi imparano l’italiano, ho intitolato la sala delle esposizioni e del cinema a Massimo Troisi, che aveva accompagnato i miei anni dell’adolescenza, aiutandomi a crescere e a sviluppare quell’autoironia che tutto il mondo ci invidia... Nel mio peregrinare, ho scelto sempre città di mare: dopo Smirne, Buenos Aires. Rientrato a Roma, tra i vari incarichi, vale la pena ricordare i 6 mesi quale Capo Segreteria del Ministro degli Esteri, Renato Ruggiero: nelle riunioni ristrette, si parlava napoletano… Ora, prestato alla finanza internazionale, sogno una Banca del Sud efficiente e ben organizzata... Sogno...
Sono nato e cresciuto a Napoli: abitavo a Chiaia ma andavo in vespa un po’ dovunque dallo stadio a Fuorigrotta alla Duchessa, non c’ è strada che non conosco ! Ho frequentato il Liceo Umberto, ma soprattutto il bar accanto e le sue famose pizzette. Ed infine, come da tradizione di famiglia, mi sono laureato in giurisprudenza alla Federico II. Ho vissuto molti anni all’estero tra New York e Bruxelles ed oggi sono a Roma, socio di uno studio legale. Ed è proprio allontanandomi da Napoli che ho imparato a conoscere meglio la nostra città. Non c’è infatti straniero che non sia interessato a conoscere la nostra storia, le nostre tradizioni, la nostra musica, il nostro teatro, la nostra cucina. E per poterle raccontare, certe cose bisogna conoscerle. Essere napoletano mi ha molto aiutato perché la gente ama davvero Napoli ed è quindi naturalmente ben disposta verso i napoletani. E adesso mi piacerebbe restituire il favore mettendo a disposizione di chi vuole contribuire davvero al rilancio della nostra città l’esperienza fatta lontano.
Sono nato a Napoli nel gennaio del 1967, dove ho frequentato il liceo Sannazaro ed ho conseguito la Laurea in Ingegneria nel 1991; da allora lavoro in giro per il mondo; oggi sono vice presidente di una società di consulenza strategica internazionale e vivo a Roma con mia moglie Antonella ed i miei figli Tommaso e Niccolò.
Secondo me il mondo si divide in "napoletani" ed "aspiranti napoletani", con la differenza che chi lo è spesso non ama raccontarlo e chi è "aspirante" spesso non lo ha ancora messo bene a fuoco ... bisogna dare una mano ad entrambi ...
Napoli è una delle citta più belle e sexy del mondo e chi c’è cresciuto ne conosce ogni dettaglio, piacevole e meno. Purtroppo a molti capita di allontanarsi, come è capitato a me, ed allora scopri che oltre alla tua famiglia e qualche vecchio amico, ti mancano uno scorcio di panorama mozzafiato, i soliti volti e le loro storie in funicolare, un abbraccio per un gol, una scorciatoia in vespa, il coppetiello di crocchè ... e non trovi con chi condividere questo perchè per tanti altri Napoli è tutt’altro, è una città soffocata dal degrado, dalla malavita comune o organizzata, dalla sfiducia dei giovani che sentono di non avere alternative.
Beh, se tutti scoprissero il volto bello di Napoli e se questo prendesse il sopravvento, anche e soprattutto nei giovani napoletani, allora la natuale aspirazione di vita piacevole e serena in un posto incantevole diventerebbe l’aspirazione di essere napoletani...
Con gli amici dell’Altranapoli condividiamo la passione per la nostra città e la voglia di aiutare a valorizzare i ragazzi dandogli uno strumento con cui crescere e migliorarsi, aiutandoli dunque ad essere il motore trainante per migliorare il contesto difficile in cui vivono. I giovani e lo sviluppo sono il futuro, sui giovani e sul loro sviluppo culturale - quindi economico e sociale - bisogna costruire ed investire. Basta un piccolo sforzo individuale e piccole azioni ispirate da una visione ed obiettivi comuni.
Sono nata a Napoli, la città che come molti amo e odio, e qui ho sempre vissuto in questi miei primi 45 anni. La amo e la odio probabilmente per gli stessi motivi per cui siamo in tanti a sentire due sentimenti così contrastanti: la amo perché è meravigliosa, e possiamo dirlo senza timore di essere smentiti, perché è bella da mozzare il fiato, unica nei suoi panorami, nei suoi vicoli, nella sua genuinità. La odio perché non è capace di difendersi, di difendere la sua bellezza da quelli che ormai non sono più un manipolo di delinquenti, ma un branco di canaglie senza scrupoli. I lazzaroni, li chiamavano i Borbone, ed intendevano quelli che rubavano il pane per protesta, o peggio per fame. Oggi i moderni lazzaroni rubano Rolex, gioielli e borsette, ma peggio ancora rubano posti di lavoro, perché sono loro che tengono lontani gli imprenditori, quelli che vorrebbero investire sui napoletani perché (come quei pochi coraggiosi dicono) hanno quel qualcosa in più che gli altri non hanno. Sono questi che mi fanno spesso sognare di andare via, di fuggire, come diceva Eduardo, cosa che fino ad oggi sono riuscita a non fare, a resistere, nonostante questo abbia significato anni di precarietà, di difficoltà anche professionali, situazioni che in altre città non esistono. Sono giornalista professionista dal 1993 ed attualmente sono l’Addetto stampa dell’Ente Autonomo Volturno, holding regionale dei trasporti, un ente che a Napoli è riuscito a resistere ben 105 anni… e se ci sono riusciti loro, ci voglio riuscire anch’io, e cosi dico ai miei due figli che devono studiare e costruire QUI il loro futuro, perché andarsene sarebbe la via più semplice.
Sono tra i più anziani dell’Associazione (e quindi non dichiaro la mia data di nascita) ed, inoltre, tra i rari non “napoletani doc”. A Napoli, però, ho lavorato negli anni ’80 come Responsabile della finanza dell’allora Aeritalia ( in seguito Alenia) e sono diventato napoletano di….cuore. La città nella quale ho quasi sempre vissuto è Roma; lì mi sono laureato in Scienze economiche con uno dei più grandi economisti italiani del secolo scorso: il prof. Federico Caffè. Ho fatto, quindi, la mia lunga carriera in Italia ed all’estero, iniziando da economista, poi nel glorioso IMI ed infine nell’ambito IRI (Finmeccanica ed Alenia). Nel 2006 sono diventato socio dell’Associazione ed Ernesto Albanese mi ha chiesto di ricoprire l’incarico di “project manager" del progetto “Rione Sanità”, cosa che è risultata più bella e gratificante del previsto. In quel disastrato territorio, a braccetto con persone degne ed adorabili (come non citare Padre Antonio Loffredo ?) sto contribuendo a trasformare alcuni sogni in realtà mirabili! Tra queste vi è quella che considero un po’ una mia creatura ed il “fiore all’occhiello” dell’Altra Napoli : l’orchestra giovanile “Sanitansamble “. Penso di essere un fortunato.
|
|
![]() | ||







